Ray Charles: l’uomo che passando dal jazz al blues ha inventato il soul

Cantante, pianista ma soprattutto l’uomo che con il suo genio ha creato il soul. Un solo nome che dice tutto Ray Charles.

ray charles padre del soul
Ray Charles (Blueshouse.it)

 

Ray Charles Robins è nato ad Albany cittadina dello stato della Georgia, siamo nel sud degli Stati Uniti, quello segregazionista e proprio come fu per Louis Armstrong è proprio da qui e dal quel contesto storico che parte la storia di uno dei più grandi musicisti di tutti i tempi, anzi a detta di Frank Sinatra si tratta “dell’unico vero genio del nostro campo“.

La sua vita e la sua smania di ribellione e di ricerca in un posto nel mondo, sempre espressa attraverso la musica, l’ha raccontata Charles stesso in una biografia (Brother Ray edita in Italia da Minimum Fax). Pagine in cui racconta del suo approccio alla musica avvenuto ad appena 3 anni, ma anche della perdita della vista a causa di un glaucoma così come delle due figure importantissime, la donna della sua vita: Aretha Williams, la madre che l’ha cresciuto da sola, e che ha lottato anche prima di lui fargli accettare la disabilità.

Cresce negli anni della depressione economica Ray Charles, che è nato nel settembre del 1930 e, sempre nell’autobiografia, ammette come sia stata la musica a salvarlo dal baratro della disabilità. A scuola impara la musica classica, ma dopo la morte della madre decide di trasferirsi a Jacksonville (Florida) ed è quei che ha inizio quel percorso musicale che l’ha portato alla creazione del soul.

Ray Charles, l’uomo che ha inventato il soul

ray charles storia di un mito del jazz e soul
Ray Charles durante un’esibizione (Blueshouse.it)

 

I primi anni sono quelli della gavetta, in cui Charles suona con diverse band e in diverse citta del sud degli USA; un punto di svolta arriva nel ’47 quando si trasferisce a Seattle. Qui comincia ad incidere i primi album e nel 1951, a soli 20 anni, un suo brano entra nelle classifiche di vendita. Si trattava di Baby, Let me hold your hand. Firma poi con l’Atlantic Records ed entra nell’industria discografica.

 Lo stile degli inizia di carriera è stato influenzato da musicisti e artisti dell’epoca che lui ascoltava come Nat King Cole, Charles Brown lo stesso Dizzy Cillespie il padre del bebop. Col tempo però affina un stile personale che lo porta a sperimentare e mettere insieme vari generi musicali jazz ovviamente, ma anche rhythm and blues, come musica country, gospel e R&B. Questa sua sperimentazione porta alla nascita del soul.

Gli anni anni Sessanta e Settanta sono gli anni dell’affermazione e della produzione di brani non solo famosissimi, ma importantissimi come Georgia on my mind, dedicata alle sue origini, Hit the Road Jack e Crying Time.

Il ventennio successivo è invece quello della definitiva affermazione internazionale e dell’ammirazione dai Paesi esteri; negli anni ’80 è ospite di Zucchero Fornaciari all’Oro, Incenso e Birra Tour, mentre nel 1990 partecipa con Toto Cutugno al Festival di Sanremo con il brano Gli amori e insieme si classificano secondi.

Un mito oltre la musica

Ray Charles, il genio così com’è soprannominato, è morto nel 2004 a causa di complicanze per una malattia al fegato. Fino all’ultimo ha fatto musica e il suo album è un disco di duetti con artisti del calibro di B.B. King, Norah Jones, Elton Jhon.

Nel mezzo ci sono stati i 13 Grammy awards vinti in carriera, l’inserimento nella Rock & Roll Hall of fame e nella Jazz Hall of fame, ma anche il cinema e la tv partecipando al film The Blues Brothers, ma anche a Piano Blues di Clint Eastwood nel 2003 e a serie iconiche come La Tata in cui interpreta il fidanzato della zia Yetta.

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