Lorella Cuccarini: “Essere madre è difficile ed ora difendo mia figlia”

Lorella Cuccarini, senza se e senza ma la difesa della figlia Chiara: vediamo insieme cosa è successo

Lorella Cuccarini e la figlia Chiara Capitta
Lorella Cuccarini e Chiara Capitta (Blueshouse.it)

Lorella Cuccarini non ha bisogno di presentazioni. A 58 anni dimostra di essere sempre una grande professionista e un’instancabile lavoratrice dello spettacolo. Cantante, ballerina, attrice e, ultimamente, insegnante del corpo docenti del programma di Maria de Filippi “Amici”.

Nella vita privata si registra un matrimonio felice con Silvio Capitta, unione trentennale che ha regalato loro 4 figli, Sara, 29 anni, Giovanni, 27 anni, Chiara e Giorgio, gemelli di 23 anni. Come per stessa ammissione di Lorella il ruolo di madre è sicuramente il più impegnativo e difficile, come per molti, per tutti i genitori che si destreggiano nella giungla sempre diversa di sentimenti e emozioni per ogni generazione.

Il ruolo di madre

Lorella Cuccarini e i suoi quattro figli
Lorella Cuccarini e i suoi figli (Blueshouse.it)

Lorella identifica il ruolo di madre come un mestiere davvero unico, perché nessuno te lo insegna, lo impari giorno dopo giorno, crescendo con i tuoi figli. La Cuccarini si è basata sulla sua esperienza di figlia e sul modello di sua madre per educare i suoi. con un approccio dialogante e intimo, ma rimanendo ben ferma sull‘essere un genitore, non un’amica.

Crescere i figli è un compito arduo per chiunque, che passa dall’accudimento di quando sono piccoli all’accompagnamento verso la vita adulta quando sono adolescenti. Il dialogo è la chiave di lettura che Lorella si è data per l’educazione dei propri figli, accogliendo il confronto quotidiano senza chiusure né pregiudizi.

La difesa della figlia Chiara

Nello specifico si è fatto molto rumore su una frase postata sui social dalla figlia Chiara che ha condiviso come molti dei suoi coetanei un suo modo di essere e di vedere i sentimenti, dichiarando di potersi innamorare indifferentemente di uomini e di donne. La Cuccarini legge in queste parole la perfetta rappresentazione delle nuove generazioni che faticano e rifiutano di essere imprigionati in etichette, come ci racconta sulla Nazione.

A sostegno di questa tesi ricorda a se stessa di quanto anche per lei sia stato opprimente e faticoso liberarsi delle etichette che le erano state cucite addosso, senza che queste la rappresentassero davvero. Gli esseri umani, grazie a Dio, sono più complessi e sfaccettati di quello che molti pensano e le gabbie non sono più attuali. Inoltre Chiara ha condiviso la sua esperienza con il problema degli attacchi di panico, sostenuta e appoggiata dalla madre, in silenzio ma con la forza dell’amore, il più potente dei sentimenti. Così si relegano i pressapochisti e i benpensanti nel loro angolo e si accolgono le nuove generazioni felicemente fluide e non etichettabili, libere di essere e provare ciò che vogliono.

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