Franchino e l’Insomnia, il ricordo di uno dei pionieri della musica elettronica in Italia

Tra i dj più famosi in Italia ed attivo da decenni, la perdita di Franchino addolora l’Insomnia, il locale dove si esibì per lungo tempo. Perché è una figura importantissima per la musica italiana.

Dj Franchino ed il ricordo dell'Insomnia dopo la sua improvvisa morte
Franchino (Blueshouse.it) Foto Instagram

Franchino e l’Insomnia, la mitica “Divine Stage” è stata per anni la sua casa. Franchino era il leggendario vocalist che ha contribuito a rendere famose le notti di questo tempio della musica elettronica. Se l’Imperiale di Tirrenia aveva rappresentato il trampolino di lancio per Franchino, la discoteca di Ponsacco, nel Pisano, ha segnato la sua vera consacrazione sui dance floor italiani.

Il direttore artistico Antonio Velasquez, affascinato dalla personalità carismatica e dal talento di dj Franchino, decise di farlo esibire nell’iconica Discoacropoli, altra iconica discoteca toscana che sorgeva, ed ancora sorge, a Calafuria, in provincia di Livorno.

I due si conobbero nel 1990, quando Velasquez era già coinvolto nel mondo della notte come collaboratore di alcuni locali. “Una sera mi recai al Club Imperiale e lì, grazie a una amicizia in comune, feci la sua conoscenza e scambiammo due chiacchiere”, racconta Velasquez.

Nonostante Franchino all’inizio facesse parte del locale concorrente, tra i due nacque subito un buon feeling. Il passaggio all’Insomnia in quel momento fu ‘fisiologico’. La Discoacropoli, infatti, era tra i primi due-tre locali in Italia. Aveva una cassa di risonanza nazionale e Franchino, da persona lungimirante e intelligente quale era, capì che l’Insomnia era qualcosa di diverso.

Franchino e l’Insomnia, una storia bella come una favola

Dj Franchino ed il ricordo dell'Insomnia dopo la sua improvvisa morte
Dj Franchino (Blueshouse.it) Foto Instagram

Prima di salire sul palco della Divine Stage, Franchino era concentrato, allegro, solare, empatico: aveva sempre la testa rivolta alla serata”. Insieme a Velasquez ed agli altri artisti, analizzava le lineup e discuteva su chi potesse esprimersi al meglio in determinati orari.

Poi, quando entrava in scena, soprattutto negli anni in cui quasi sempre affiancava Ricky Le Roi e Mario Piú, si ‘trasformava’ ed entrava in una totale simbiosi con il sound, riuscendo a trasmettere emozioni indescrivibili. Il ricordo di Velasquez è pregno di nostalgia.

Ed il buon Franchino aveva alcuni riti scaramantici che lo stesso Velasquez preferisce non rivelare. Tra gli aneddoti memorabili, il direttore artistico ricorda la prima esibizione di Franchino all’Insomnia, nel settembre 1995, quando non lavorò in Divine Stage ma in Patchwork Place, incantando il pubblico ed i soci di Velasquez.

Tutti rimasero estasiati dal quel modo di fare musica a dir poco favoloso. Un altro episodio toccante è quando, nel 2000, Velasquez annunciò la decisione di interrompere il rapporto lavorativo con Franchino e gli altri artisti storici. “Franco mi prese in disparte e mi disse una frase che a distanza di 24 anni mi porto ancora dentro: ‘Mi dispiace tantissimo, avremmo potuto creare insieme ancora moltissime storie'”.

Come è morto Franchino

Per Velasquez, Franchino ha rappresentato il cambiamento e l’evoluzione dell’Insomnia, introducendo la figura del vocalist che prima non esisteva. Ha dato vita ad una figura artistica che prima del suo arrivo non c’era.

“Attraverso la sua arte è riuscito a trasmettere il messaggio che la musica elettronica underground può essere una favola, una favola che viaggia sopra le nuvole. Semplicemente magico”, afferma il direttore artistico, che spera di poter organizzare un evento speciale per onorare la memoria di questo straordinario artista.

Francesco Principato, in arte Franchino, era originario di Caronia, in provincia di Messina. Se n’è andato a 71 anni il 19 maggio scorso al Niguarda di Milano, dove era ricoverato da diversi giorni a causa di un malore improvviso. Un altro grande esponente della musica elettronica sulla scena mondiale è stato l’immenso David Bowie, il Duca Bianco.

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