Loredana Bertè e quella sofferenza dalla quale non riesce a riprendersi

Personaggio eccentrico ed eclettico, Loredana Bertè ha avuto anche una vita di sofferenza. Una particolare non le lascia scampo da anni.

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Loredana Bertè nella sua vita una sofferenza dalla quale non si riprende (Blueshouse.it)

La conosciamo come un personaggio eccentrico, la rocker al femminile per eccellenza nel panorama musicale italiano. Eclettica e forte che non ha peli sulla lingua, Loredana Bertè è uno di quei personaggi, prima ancora di parlare di musica, che si ama o si odia, vie di mezzo non ce ne possono essere.

Questo perché appunto prima della musica parla la sua personalità; se ci si ritrova in una stanza con tante persone, Loredana Bertè è quel tipo di persona che non si può non notare, non perché voglia l’attenzione su di sé, ma se la prende comunque perché dice e fa quello pensa.

Una donna, oltre l’artista, che vediamo sempre sorridente e solare, una vera forza della natura che sa trascinare chi le sta intorno. Eppure la vita di Loredana Bertè è stata costellata anche di sofferenza, una in particolare quella che l’ha segnata di più e dalla quale non riesce a riprendersi. Un fardello che si porta sulle spalle da “quella maledetta notte“.

Loredana Bertè e il rapporto unico con la sorella Mia Martini

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Loredana Bertè con la sorella Mia Martini (Blueshouse.it)

Il riferimento non può che essere alla sorella di Loredana Bertè, Mia Martini. Le gemelle mancate, verrebbe da dire, della musica italiana. Nate lo stesso giorno, ma in anni differenti, sono state eroine fragili e al tempo stesso forti di una società di benpensanti che non avrebbe mai potuto neanche solo immaginare quanto due donne potessero diventare indipendenti.

La musica le ha salvate entrambe; una famiglia opprimente, un padre violento con il quale non si sono mai riappacificate, una provincia che non poteva stare che stretta a due personalità di rara intelligenza come loro. Il dolore raccontato negli anni di attività è lo stesso, perché lo hanno vissuto insieme, eppure esprimevano le due facce differenti di quella sensazione. La forza di andare avanti espressa dall’attacco di Loredana e anche il bisogno di stare ferma e serve curare le ferite che invece esprimeva la fragilità di Mimì.

Già Mimì, morta a maggio del 1995, ufficialmente per arresto cardiaco. Più volte sono stati sollevati dubbi sulla sua morte -l’ultima in ordine di tempo l’altra sorella Leda che ospite di Mara Venier ha raccontato come prima di essere ritrovata Mia Martini avesse incontrato il padre. Lei che comunque si sentiva schiacciata dalle malelingue e che aveva deciso di ritirarsi.

La morte di Mia Martini ha provocato il dolore più forte a Loredana Bertè che più volte ha raccontato come quella sia ancora la ferita che si porta dietro.

Con lei è morta una parte di me

In diverse interviste Loredana ha raccontato che quello con Mia è stato un rapporto altalenante, si trovavano si perdevano e ritornavano insieme. Un’ennesima sorte di circolo vizioso a cui però erano entrambe legate perché salvifiche l’una per l’altra.

Anche la cantante è certa che ad uccidere la sorella sia stato il padre e in più occasioni ha dichiarato di sentirsi in colpa, che quella notte insieme a lei “è morta anche una parte di me“. Un dolore acuito dal fatto che prima di morire lei e Mia Martini avevano litigato e quindi in quel momento non si parlavano. Ma Mimì è stata l’unica vera famiglia che abbia mai avuto. Anche per questo, come una sorta di rito, il 20 settembre di ogni anno (giorno del loro compleanno) accende due sigarette davanti ad una loro foto. Una è per sé, l’altra invece la lascia fumare a Mimì.

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