New Order: Education, Entertainment, Recreation (Warner Music)

New Order - Education, Entertainment, Recreation

Uh, un altro album dal vivo dei New Order! Il terzo negli ultimi cinque anni, dopo NOMC15 (2017) e ∑(No,12k,Lg,17Mif) New Order + Liam Gillick: So It Goes.. (2019), mentre l’ultimo lavoro di inediti, l’ottimo Music Complete, risale ormai al 2015.

Trend del business discografico dell’ultimo decennio: infornate di ristampe, raccolte di grandi successi e dischi live. Vedi alla voce Rolling Stones, che hanno appena pubblicato la doppietta Steel Wheels Live Atlantic City New Jersey e Totally Stripped - Live At The Paradiso Amsterdam 1995. Vedi i Depeche Mode (6 documenti ufficiali, a partire dal long seller 101, più i 64 instant-live della serie  limitata Touring The Angel pubblicati via Live Here Now tra il 2006 e il 2010). Il bonus è quasi sempre un film concerto, e questo Education, Entertainment, Recreation non fa eccezione: nella versione cofanetto è infatti incluso il Blu-ray con l’intero show tenuto dalla band all’Alexandra Palace di Londra il 9 novembre del 2018 e immortalato da Mike Christie.

“La più longeva soap opera di Manchester dai tempi di Coronation Street”, li ha definiti il critico irlandese Barry Egan sulle pagine di Independent.ie in riferimento a una lunga storia iniziata con la morte di Ian Curtis e che nelle quattro decadi successive a quel tragico evento ha messo in scena droga, feste a Ibiza, la gestione di un club leggendario chiamato The Haçienda, progetti paralleli (Electronic; Bad Lieutenant; Revenge; Monaco; The Other Two) e più di ogni altra cosa il rapporto d’amore-odio tra il cantante/chitarrista Bernard Sumner e l’oggi dimissionario bassista Peter Hook, coppia artistica che non si è fatta mancare neppure le dispute in tribunale nel solco di David Gilmour e Roger Waters. Nacquero da un lutto, i New Order; dalla perdita di un amico e compagno d’avventure. Trovarono in qualche maniera la forza di fare cerchio, scrivere altra musica, conquistare l’ammirazione di estimatori vecchi e nuovi sperimentando nei territori della dance e collaborando negli anni con Chemical Brothers, Billy Corgan, Bobby Gillespie, Ana Matronic e molti altri.

Lo scorso settembre era uscito il singolo inedito Be a rebel, non molto esaltante a dire il vero. Una canzoncina leggera (anche nelle versioni remix di Arthur Baker, JakoJako e Mark Reeder) che ai bei tempi sarebbe stata destinata a decorare il lato B di un pezzo di maggior impatto. Nell’attesa di un piatto più succulento, occorre dunque accontentarsi di due dischi che mettono in fila 21 brani (più l’intro wagneriano Das Rheingold: Vorspiel) pescati dal repertorio New Order/Joy Division. A ciò che resta della formazione originale (Stephen Morris, Gillian Gilbert, più Sumner) si sono aggiunti da tempo i più giovani Phil Cunningham e Tom Chapman. Il sound ha perso il tocco di Hook, a tutto vantaggio della visione sumneriana largamente improntata sul versante del synthpop melodico.

È pop evoluto in cui chitarre e sintetizzatori se la giocano alla pari. Lontano dal passo dark di Movement (1981), ma anche dalle influenze acid baleariche di Technique (1989), del quale viene qui ripescata Vanishing Point. Gli episodi migliori del lotto sono Your Silent Face, tratta da Power, Corruption & Lies (1983); Academic (da Music Complete); l’anthem Crystal (da Get Ready, disco che nel 2001 riattivò i New Order dopo una lunga assenza) e Waiting for the Sirens Call, dall’omonimo album del 2005. Si balla, inevitabilmente, con True Faith e Blue Monday, mentre la chiusura è affidata al trittico Atmosphere, Decades, Love Will Tear Us Apart perché – possiamo dirlo con gli occhi ancora lucidi di commozione – come tutti sappiamo, i Joy Division non andranno mai via dalla testa e dal cuore.

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