Aurora Leone dei The Jackal esclusa dalla partita “perché donna”, com’è finita in tribunale

In diversi ricorderanno la vicenda che coinvolse Aurora Leone ed anche Ciro Prielli dei The Jackal. C’è una sentenza definitiva in proposito.

Aurora Leone non poté giocare con la Nazionale Cantanti "perché donna", com'è finita in tribunale
Aurora Leone (Blueshouse.it) Foto Instagram

Aurora Leone dei The Jackal fu protagonista, suo malgrado, di un brutto episodio di sessismo. Avvenne tre anni fa, a margine della Partita del Cuore che venne poi giocata a Torino tra Nazionale Cantanti e squadra dei Campioni della Ricerca.

Le venne impedito di scendere in campo e di giocare, come era invece previsto in origine. Un funzionario le vietò l’ingresso in campo dicendole “Sei donna, non puoi giocare”, suscitando la reazione indignata della stessa Aurora Leone e del suo collega Ciro Priello.

Fu Gianluca Pecchini, direttore generale della Nazionale Cantanti, a dire queste parole durante una cena ufficiale che aveva preceduto l’evento. Al tavolo della squadra era seduta Aurora Leone, la quale venne invitata ad andare via per via del fatto che l’evento non prevedeva la presenza di donne.

Inutile dire che a questo episodio fece seguito un vero e proprio vespaio di polemiche. Pecchini rassegnò le proprie dimissioni ma non mancò di citare in giudizio per diffamazione la Leone, Priello ed il loro agente. Lo stesso avevano fatto i rappresentanti legali della Associazione nazionale italiana cantanti. Da quel fattaccio sono trascorsi tre anni e poco più. Tutto quanto avvenne il 21 maggio del 2021.

Aurora Leone, come è finita la vicenda

Aurora Leone non poté giocare con la Nazionale Cantanti "perché donna", com'è finita in tribunale
Ciro Priello ed Aurora Leone (Blueshouse.it) Foto Instagram

E dopo tanto tempo – decisamente troppo – il tribunale di Torino si è infine espresso con un verdetto definitivo in relazione a questa querela. Priello, Aurora Leone ed il loro manager non commisero alcun reato di diffamazione ed il procedimento nei loro confronti è stato quindi archiviato.

Nella sentenza emessa dal gip Giovanna Di Maria si parla di una “probabile incomprensione”. Sempre la giudice ha parlato però di due versioni diverse fornite dalle parti in causa. Alla fine Pecchini chiede ai due attori dei The Jackal di spostarsi dal tavolo che era riservato alla Nazionale cantanti per spostarsi ad un altro attiguo.

Ci sono anche dei testimoni che hanno affermato come Pecchini non fece ricorso a nessuna frase discriminatoria. E c’è chi avrebbe confermato che la Leone e Priello si accomodarono altrove senza levare alcuna protesta.

Poi però c’è stata una reazione da parte di entrambi e del loro manager, come a volere rispondere ad una offesa, “come si evince dalle prove raccolte”: cosa affermata sempre dal gip. Da qui il riferimento, da parte di quest’ultima, ad una incomprensione avvenuta tra le parti.

E la legale che ha tutelato gli interessi di Pecchini in questa vicenda ha ribadito come il suo assistito non abbia esclamato alcuna frase offensiva o dal contenuto discriminatorio.

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