Perché il blues viene anche chiamato “la musica del Diavolo”

Definita anche “la musica del Diavolo”, il blues ha definito la storia della musica per parecchio tempo, così come i suoi musicisti.

Musica Blues
Musica Blues (Blueshouse.it)

Oggi, grazie alla radio, alla televisione e ai servizi di streaming musicale, ogni tipo di musica è disponibile per essere ascoltata su qualsiasi dispositivo. Ma prima della radio, i generi e gli stili musicali erano unici per una regione ben precisa. Per esempio, venivano ascoltati solo in quella specifica parte del mondo, come negli Stati Uniti.

La musica della Louisiana rurale era diversa da quella di città come New York, e non c’erano mai sovrapposizione di stili. Un genere particolarmente unico è il blues, con i suoi musicisti che cantano di tempi duri e di dolore e, soprattutto, del diavolo.

Come nasce il blues

 

La musica blues è nata nelle piantagioni del Sud degli Stati Uniti nel XIX secolo. La cantavano gli schiavi e i braccianti mentre faticavano sotto il sole battente. Il sound è arrivato in America con i canti da lavoro, alle grida dei campi, alla musica dei tamburi e agli inni delle chiese che facevano parte della cultura degli schiavi.

Il mix tra canti tribali africani e cristiani ha creato il connubio perfetto per personificare la lotta tra il bene e il mene, venendo definita anche musica del diavolo. La musica blues è stata associata al diavolo quando ha preso il suo nome. Il genere deriva dall’espressione inglese “the Blue Devils”, tradotto in i diavoli blu. L’espressione veniva usata per descrivere l’astinenza da alcol in cui si hanno intense allucinazioni visive.

Questa frase è stata abbreviata in seguito in “the blues”, che indica uno stato di agitazione o depressione. Questi temi sono tipici dei testi blues. Gli artisti cantavano dei loro dolori, delle difficoltà dell’essere afroamericano alla fine del XIX e all’inizio del XX secolo, dei maltrattamenti e della costante sensazione di doversi guardare le spalle per paura di molestie o linciaggi. I lyrics delle canzoni venivano paragonati al Diavolo o ad una figura simile.

Il Diavolo, a quel punto, ha assunto un ruolo importante sia nei musicisti che alludono alla sensazione di trovarsi all’inferno, sia nei musicisti che chiedono al Diavolo di vendicarsi.

L’artista che ha sancito il rapporto tra blues e Diavolo

L’artista che ha veramente solidificato il rapporto tra il blues e il diavolo è stato Robert Johnson. L’uomo, si dice, pare abbia venduto la sua anima al Diavolo per la fama. La leggenda narra che all’inizio degli anni Trenta, Robert Johnson fosse solo un mediocre musicista blues. Ma tutto è cambiato quando si è recato al crocevia per vendere la sua anima.

Questo mito si è perpetuato grazie al suo stile di vita spericolato, alla sua morte precoce a 27 anni e alla sua abitudine di esercitarsi nei cimiteri. Tuttavia anche i testi delle sue canzoni hanno fatto la sua parte. Johnson era famoso per canzoni come Hellhound on my Trail, Crossroad Blues e Me and the Devil, che alludono tutte ad una sorta di accordo o relazione proprio con il Diavolo.

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