La cantiamo ogni Capodanno, ma il vero significato di Maracaibo non lo sa nessuno: altro che balletti

La cantiamo a Capodanno, per festeggiare in compagnia, e per noi rappresenta un inno al divertimento, ma qual è il significato di Maracaibo?

La cantante Luisa Colombo
La cantante Luisa Colombo (Blueshouse.it)

Maracaibo è una delle canzoni più cantate alle feste, in particolare a Capodanno, e per gli italiani rappresenta un inno al divertimento, all’amicizia e alla compagnia. La canzone cantata da Luisa Colombo e pubblicata nel lontano 1981, è diventata subito un classico delle feste, da cantare e ballare nei villaggi vacanze, in grado di rievocare momenti di leggerezza.

Si tratta di un brano squisitamente anni ’80, collegato inevitabilmente alla decade più colorata e divertente dell’epoca moderna. Eppure, nonostante la nomea di brano leggero, che spinge a mettersi al centro della pista e ad assumere pose ridicole, cantando a squarciagola, mezzi ubriachi, Maracaibo reca in sé un significato più profondo di quanto si pensi.

Il significato della canzone Maracaibo di Luisa Colombo: non è la classica canzone di Capodanno

Luisa Colombo esibizione in RAI
Luisa Colombo esibizione in RAI (Blueshouse.it)

Spesso, la cantiamo a Capodanno, oppure la ascoltiamo cantata da Jerry Calà in qualche vecchio film degli anni ’80, e così pensiamo sia un pezzo da discoteca leggero e innocuo. Certo, il sound comporta un certo alone nostalgico, e per chi è nostalgico e malinconico di indole, questo brano potrebbe essere un colpo al cuore, in grado di evocare un’epoca lontana, quasi mitologica.

In realtà, se si ascolta attentamente, questa canzone apparentemente innocente, nasconde un significato ben più profondo,  non solo a livello musicale, ma anche lirico. Il fatto è che l’abbiamo sempre cantata in momenti particolari, particolarmente caotici, durante i festeggiamenti, nella bolgia, senza prestare troppa attenzione alle parole. Ma cosa dice, realmente?

Pubblicato nel 1981, Marcaibo è il singolo più popolare della cantante milanese Luisa Colombo, chiamata anche Lu Colombo. Scritta addirittura nel 1975 dalla stessa Colombo, insieme al cantautore David Riondino, la canzone viene rifiutata da numerose etichette, prima di giungere alla pubblicazione. Viene scartata proprio per via di un testo scomodo.

Il dramma dietro la canzone: la storia triste di una donna

Alla fine, Maracaibo riesce a vedere la luce, nell’estate del 1981, grazie agli arrangiamenti “esotici” di Mario Saroglia, distribuita dall’etichetta Carosello, dove diventa subito un tormentone. Il brano, tra l’altro, inaugura proprio la tradizione dei tormentoni estivi, anticipando “Un’estate al mare”, “Tropicana” e via dicendo. Il testo racconta un’avventura tragica che ha per protagonista Zazà, una ballerina cubana.

La ballerina si esibisce svestita in un locale, ma questo lavoro è, in realtà, una copertura, perché lei stessa, insieme al compagno, gestisce un traffico di armi. Nel frattempo, Zazà ha un flirt con Miguel, personaggio che, nel testo originario, si chiamava Fidel, alludendo a Fidel Castro, poi cambiato in altro nome, sotto pressione dell’etichetta, per non creare polemiche.

Miguel, però, è sempre fuori città, e così Zazà si consola con Pedro. Miguel capisce la tresca e tenta di uccidere la sua donna, la quale riesce a fuggire via mare, su una barca, andando incontro a una tempesta che la fa naufragare. Nonostante l’attacco di uno squalo, lei sopravvive. Lontana dalla sua terra, la ballerina decide di chiudere con la sua vecchia vita e si apre un bordello per dare diletto ai turisti stranieri.

Tuttavia, dopo qualche anno, causa dei numerosi vizi, Zazà è irriconoscibile, è grassa e malata, e invecchia sola nello squallore, tra cibo malsano, alcool e droghe, gestendo il suo bordello. Insomma, un testo davvero triste, che racconta la vita difficile di una donna. Tra l’altro, Maracaibo è una località in Venezuela, dove, probabilmente, Zazà va a vivere dopo la sua fuga. Altro brano apparentemente leggero, ma impegnato, è YMCA dei Village People.

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