“Fino a qui”, cosa dicono della canzone di Alessandra Amoroso per Sanremo 2024

“Fino a qui” di Alessandra Amoroso, la canzone scelta per il debutto a Sanremo 2024. Cosa ne pensa la critica dopo il primo ascolto

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Alessandra Amoroso nella cover realizzata per Sanremo 2024 (Blueshouse.it)

È la sua primissima volta sul palco dell’Ariston e sulla sua esibizione c’è molta curiosità. Dopo oltre 10 anni di carriera è arrivato anche per lei il momento di calcare uno dei palcoscenici più iconici del nostro Paese. Alessandra Amoroso al Festival c’è stata diverse volte come ospite fuori gara e per la serata delle cover, affianco ad Emma e Valerio Scanu, ma il 2024 ha per lei un sapore tutto diverso.

“Fino a qui” è la canzone che ha presentato e che ha convinto Amadeus per selezionarla tra i big in gara. È stata corteggiata per anni da tutti i direttori artistici che si sono susseguiti negli ultimi tempu a Sanremo da Carlo Conti a Gianni Morandi passando per Claudio Baglioni e lo stesso Amadeus che dopo cinque anni è riuscito nell’impresa.

“Fino a qui” di Alessandra Amoroso: panoramica sulla canzone

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Alessandra Amoroso nel corso delle prove per Sanremo 2024 (Blueshouse.it)

“Fino a qui” è una canzone che porta delle firme di nota. Alessandra Amoroso l’ha scritta, infatti, insieme a Federica Abbate, Jacopo Ettorre, Alessandro Merli e Fabio Clemente, i noti Takagi e Ketra. La cantante non si allontana molto dal suo stile e porta all’Ariston una ballad di grande impatto che trascina tutti nel vortice delle emozioni all’inizio solo con pianoforte e voce.

È un racconto di vita che porta con sé un messaggio di accettazione: accogliere la vita per quello che è senza pentirsi di quello che giorno dopo giorno si fa. “Sarà che questa vita non la prendo mai sul serio e che magari un giorno me ne pento, ma ora no” recita una delle frasi emblematiche del singolo. Ma cosa ne pensano i critici che hanno avuto l’opportunità di ascoltare in anteprima la canzone?

Cosa ne pensa la critica dopo il primo ascolto

Alessandra Amoroso non passa inosservata tra i 30 big in gara al Festival di Sanremo. Con la sua ballad molto costruita e coinvolgente porta sul palco citazioni e temi non da poco. Si paragona alla Sally di Vasco Rossi e cita anche “L’odio”, il film di Kassovitz, insomma non delle cose proprio scontate per il pop. La sua forza vocale si fa sentire ma dell’amore non parla solo in senso romantico ma anche come una sofferenza personale. Sicuramente passa il primo turno di sbarramento e non è bocciata: c’è chi la elogia con voti tra il 7 e l’8 e chi si ferma alla sufficienza, senza contare la voce fuori dal coro che l’ha stronxata del tutto. A questo punto c’è da capire il pubblico come risponderà.

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