Eurovision Song Contest 2021: guida semiseria ai finalisti “di diritto”

Arriviamo finalmente alla terza e ultima parte di questo viaggione alla scoperta delle nazioni partecipanti all’Eurovision Song Contest 2021! L’onore e l’onere di chiudere spetta alla nazione ospitante e alle cosiddette “Big Five”, 5 nazioni che per il loro contributo storico ed…economico all’UER/EBU, l’ente che organizza ogni anno l’ESC.

Anche in questo caso ho assegnato un punteggio seguendo le regole di votazione, anche si tratta di sole 6 nazioni. Buon divertimento e buona visione!

Eurovision 2021 - guida alla finale
Eurovision 2021 è andato in scena a Rotterdam, in Olanda – BluesHouse.it

PAESI FINALISTI DI DIRITTO:

OLANDA (paese ospitante) ??

I primi finalisti di diritto sono i padroni di casa dell’Olanda, che nel 2019 sono tornati alla vittoria dopo ben 42 anni! C’è voluta la bella “Arcade” di Duncan Laurence per rompere l’incantesimo, purtroppo ai danni del nostro Mahmood, che però si è rifatto abbondantemente con record di streaming e un clamoroso successo internazionale. In saccoccia altre 4 vittorie tra il ’57 e il ’75 e un saliscendi continuo, con il ritorno sul podio grazie al secondo posto dei The Common Linnets nel 2014, autori di uno dei pezzi più belli della storia recente dell’Eurofestival a mio parere, la ballad “Calm After The Storm”. Notevole anche la prova del 2013 con Anouk, che in Italia ricordiamo per il classico rock anni ’90 “Nobody’s Wife”, qui al nono posto con la sognante “Birds”. Per l’edizione 2021 i Paesi Bassi si affidano alla mezcla urban e world di Jeangu Macrooy. “Birth of a new age” è un ottimo pezzo e potrebbe arrivare in alto, non credo fino alla riconferma dei campioni in carica (se consideriamo che l’annata 2020 è saltata).

12 POINTS from Tommi!

Passiamo in rassegna le cosiddette BIG FIVE!

GERMANIA ??

La Germania ha il record di partecipazioni (tutte le edizioni tranne una) con solo 2 vittorie, altri 8 podi e un numero importante di ultimi posti (8!). Dev’esserci qualcosa di poco funzionale nel cantato tedesco, alle mie orecchie dà sempre l’impressione che chi canta stia dichiarando guerra a qualche altro stato anche durante i pezzi più romantici. Tra i tanti partecipanti inevitabile citare le gemelle Alice e Ellen Kessler nel 1959, un coro di mimi, emuli di Gengis Khan, tale Nino De Angelo nel 1989 (da non confondersi con il nostro caschetto biondo!), il pazzissimo Guildo Horn del ’98, fino ad arrivare alla poppeggiante Lena che nel 2010 riportò la vittoria a Berlino dopo 28 anni con “Satellite”. Negli ultimi anni molta bassa classifica e un quarto posto, difficile da ripetere con il brano di quest’anno, la demenziale “I Don’t Feel Hate” di Jendrik (vedere il video per credere).

0 POINTS from Tommi

SPAGNA ??

Altra delle big five, non molto in forma nel nuovo millennio, la Spagna ha nel suo palmares 2 vittorie consecutive nel 1968 e ’69 (con l’iconica “Vivo Cantando” di Salomè in un caso unico di pari merito con altri 3 brani), 4 secondi posti e poi poco più. Partecipanti più noti da queste parti il giovane Julio Iglesias, quarto con “Gwendolyne” nel 1970, e le disastrose Las Ketchup nel 2006, in buona compagnia con gli epic fail delle due cantanti degli Azùcar Moreno, che nel ’90 abbandonarono il palco dopo pochi secondi per un presunto problema tecnico, o il comico-troll Rodolfo Chikilicuatre e il suo imbarazzante “ballo di gruppo” del 2008, o il povero Daniel Diges, la cui già non memorabile esibizione fu interrotta da uno stage invader nel 2010, o ancora la stecca epica di Manel Navarro del 2017 che gli valse l’ultimo posto e i fischi. Dopo una carrellata del genere viene da chiedersi perché la Spagna è ancora di diritto in finale! La proposta melodica di Blas Cantò di quest’anno non sembra sufficiente a risollverane le sorti.

0 POINTS from Tommi!

FRANCIA ??

Altra nobile abbastanza decaduta, che non vince addirittura dal 1977, dopo aver dominato molte delle edizioni delle prime decadi. 5 vittorie all’insegna della melodia e tanti podi fino al 1991, poi fortune alterne e tentativi di rilancio con nomi di grido tra cui Anggun, Patricia Kass e soprattutto Sébastien Tellier, protagonista nel 2008 di una delle mie performance eurovisive preferite di tutti i tempi, una versione particolarmente allucinata della sua hit “Divine” che consiglio di rivedere per due sane risate. I risultati per la Francia deludono da parecchio se si esclude il sesto posto del 2016 con Amir e l’edizione mancata del 2020 avrebbe avuto in Tom Leeb un sicuro protagonista ma doveva andare così, fratellì! Per il 2021 in gara ci va Barbara Pravi con un brano che è un cliché della chanson francese, di solito ha funzionato, vedremo se “Voilà” funzionerà.

6 POINTS from Tommi

REGNO UNITO ??

Ah, la Perfida Albione, croce e delizia dell’Eurofestival! Tra i dominatori dei primi decenni grazie alla fortissima tradizione pop, praticamente sempre in top ten fino al 2002 con diversi terzi posti, ben 15 secondi posti (tra cui quello del ’68 con il classicone di Cliff Richard, “Congratulations”) e soprattutto 5 vittorie: 1967 con la “cantante scalza” Sandie Shaw, 1969 con Lulu, 1976 con il classicone “Save Your Kisses From Me” dei Brotherhood of Men, 1981 con “Making Your Mind Up” dei Bucks Fizz e 1997 con “Love Shine a Light” della rediviva Katrina and the Waves. Notevole successo anche nel ’96 per Gina G e la sua eurodance (“Ooh Ahh Just a Little Bit”). Dal 2003 a oggi tutt’altra storia con una serie infinita di débâcle, culminate con ben 4 ultimi posti e tante figure barbine, ottenute soprattutto grazie a partecipazioni di sconosciuti decisamente cheesy. Non ha funzionato nemmeno il tentativo di rilancio del triennio 2011-2013, dove la boy band dei Blue, il raffinato cantautore Engelbert Humperdinck e persino Bonnie Tyler hanno raccolto al massimo un undicesimo posto. Delle ultime edizioni si ricorda soprattutto l’incidente di percorso capitato nel 2018 alla povera SuRie, interrotta da uno stage invader durante la sua “Storm”, che tanto brutta non era. Riuscirà il carneade di questa edizione, James Newman, a risollevare un po’ il morale della delegazione UK? A giudicare dai primi ascolti della sua “Embers” pare proprio di no.

1 POINT from Tommi

ITALIA ??

Chiudiamo naturalmente con la squadra tricolore, riaccolta a braccia aperte nella grande famiglia dell’Eurovision nonostante diversi anni di assenza (dal 1998 al 2010!), pare motivata dalla scarsa voglia della Rai di accollarsi l’organizzazione del Festival in caso di vittoria. Ma visto che in tanti anni siamo spesso stati tra i favoriti ma abbiamo vinto solo 2 volte con Gigliola Cinquetti nel ’64 (ovviamente con “Non ho l’età”) e nel 1990 con Toto Cutugno e la paraculissima “Insieme: 1992” quella della Rai mi è sempre sembrata una preoccupazione esagerata. Nella nostra prima “vita” all’Eurovision abbiamo portato una discreta selezione degli stereotipi musicali sull’Italia, pescando quasi sempre tra i vincitori di Sanremo, con risultati alterni. Buone prestazioni come il terzo posto di Domenico Modugno, che però consacrò definitivamente “Nel blu dipinto di blu” come successo internazionale, o quello del 1987 di Umberto Tozzi e Raf con la futura hit “Gente di mare”, fino alle buone prove di Mia Martini o Alan Sorrenti e all’incredibile quinto posto di Alice e Franco Battiato con la splendida “I treni di Tozeur” nel 1984. Ma anche cose strane, come le due partecipazioni in inglese di Al Bano e Romina Power, o l’ultimo posto con 0 punti dello stesso Domenico Modugno con “Dio come ti amo”. Nel mezzo, i Jalisse e il presunto boicottaggio del 1997.

I Maneskin, da Sanremo ad Eurovision
Il trionfo dei Maneskin sul palco di Sanremo – BluesHouse.it

Le partecipazioni dell’ultimo decennio invece sono finite spesso con ottimi piazzamenti a sorpresa, come il secondo posto di Raphael Gualazzi nel 2011 o il quinto di Ermal Meta e Fabrizio Moro nel 2018, e vittorie mancate nonostante i favori dei pronostici con Il Volo e “Grande Amore” nel 2015, Francesco Gabbani e la sua scimmia nel 2017 e il già citato Mahmood, secondo nel 2019 con la superhit internazionale “Soldi”. Nel mezzo un clamoroso epic fail di Emma Marrone, 21esima nel 2014. Se l’anno scorso la melodia di Diodato faceva ben sperare ma si è risolta solo in un live in un’Arena di Verona vuota, quest’anno i Måneskin vincitori a sorpresa a Sanremo potrebbero anche fare il colpo gobbo, anche se la concorrenza è davvero agguerrita. Staremo a vedere, al di là di quello che si pensa della proposta musicale del gruppo di Roma la possibilità di riportare l’Eurovision da queste parti sarebbe davvero ghiotta.

4 POINTS from Tommi

Termina qui la miniguida all’Eurovision Song Contest 2021, non mi resta che augurarvi buon ascolto e buona visione!

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