La Sonrisa, il destino inevitabile del Castello delle Cerimonie: il vero motivo della chiusura

Passati i primi mesi di clamore per la confisca sul Castello della famiglia Polese, La Sonrisa sembra già essere entrata nel dimenticatoio eppure l’aria a Sant’Antonio Abate è ancora tesa.

la sonrisa aggiornamenti sulla confisca
Che ne è del La Sonrisa passato il clamore mediatico (Blueshouse.it)

La vicenda che ha portato alla confisca del Grand Hotel La Sonrisa, meglio nota come Castello delle Cerimonie, è ormai cosa nota. Il luogo prediletto per i matrimoni alla napoletana diventato celebre grazie all’omonimo programma su Real Time è da anni al centro di una vicenda giudiziaria legata all’abusivismo edilizio.

La conclusione di questo lunghissimo percorso è arrivata lo scorso gennaio, quando la struttura della famiglia Polese è stata sottoposta a sequestro e affidata al comune di Sant’Antonio Abate. Per settimane il clamore mediatico legato alla notorietà campana e nazionale del Castello ha riempito le pagine dei giornali, ponendo particolare attenzione su un tema fondamentale per la il paese che si trova ai piedi dei Monti Lattari: l’indotto lavorativo.

Più di 500 le famiglie, tra lavoratori dipendenti stagionali e aziende della zona, che perderanno il lavoro a causa del sequestro. Per settimane si è dato spazio alla vicenda, interessandosi soprattutto dei lavoratori, della marcia di protesta indetta da questi ultimi, sul loro futuro lavorativo in una terra in cui il tema del lavoro è sempre al centro del dibattito sociale e polito.

Ma ora che il clamore mediatico sembra essere passato, che ne è del Castello delle cerimonie e dei suoi lavoratori?

Il mistero sulla chiusura de La Sonrisa, tutto continua a funzionare

famiglia polese
La famiglia Polese che fino a gennaio ha gestito la struttura (Blueshouse.it)

La prima a dichiararsi preoccupata per il futuro dei suoi dipendenti è stata la stessa Donna Imma Polese ora capostipite della famiglia che fino a gennaio ha gestito la struttura ricettiva. E tramite i suoi avvocati, i Polese hanno fatto sapere di voler ricorrere alla Corte di Strasburgo per ingiusto processo, provando così a ribaltare il risultato della vicenda giudiziaria italiana.

Ma i tempi potrebbero allungarsi e nel frattempo nella struttura che succede? “La famiglia Polese non potrà più avere niente a che fare con la Sonrisa” erano state queste le parole della sindaca di Ilaria Abagnale che ora dovrà lavorare per prefettura di Napoli per capire come sarà meglio riutilizzare la struttura.

Speranze di rivedere i Polese al timone del Castello che si sono affievolite poi sempre di più nel tempo, soprattutto dopo le parole del prefetto di Napoli, Michele di Bari, che sulla vicenda è stato irremovibile: “È un caso chiuso con una vicenda di lottizzazione abusiva accertata dalla magistratura“.

Niente da fare, quindi, ma intanto la Sonrisa continua a prendere prenotazioni. Basta andare sul sito del Castello e scegliere le date e i preventivi degli eventi che solitamente si organizzavano nell’hotel/ristorante.

Un futuro ancora incerto

Il futuro della struttura resta comunque ancora molto incerto; tra le ipotesi al vaglio delle istituzioni c’è anche la possibilità di mantenere intatta la struttura, senza quindi abbatterla, continuando ad organizzare eventi. Un sorta di progetto sociale che mira soprattutto a salvare i posti di lavoro e l’indotto che ruota intorno al Castello.

I costi di gestione sembrano però essere insormontabili per il Comune, e l’unico vero dato di fatto ormai a 3 mesi da quella che doveva essere la chiusura del Castello delle Cerimonie è che non si sa che fine farà.

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