Donna Imma respinge ogni accusa: non si nasconde, ecco cosa c’è davvero dietro il Castello

Nel giorno della manifestazione dei lavoratori e delle loro richieste sulla struttura, i familiare di Imma Polese provano a spiegare cosa c’è davvero dietro il Castello delle Cerimonie.

imma polese contro fanpage
Imma Polese respinge le accuse (Blueshouse.it)

Si è tenuta giovedì 22 febbraio una manifestazione indetta dai lavoratori de La Sonrisa; 500 tra dipendenti, familiari e lavoratori esterni hanno sfilato in corteo pacifico per le strade di Sant’Antonio Abate in direzione della casa comunale per essere poi ricevuto dalla sindaca della cittadina Ilaria Abagnale.

Ad accompagnare i lavoratori c’era anche Maria Grazia Cucinotta accorsa al Castello per dare il proprio sostegno ai lavoratori: “In un posto così dove non c’è lavoro, questa è un’oasi nel deserto. Vanno difesi i lavoratori che qui hanno costruito il loro futuro e quello delle loro famiglie” ha detto l’attrice alla stampa presente. E in effetti di grande famiglia si può parlare al Castello con i lavoratori fissi che sono all’interno della struttura fin dalla giovane età e hanno conosciuto solo La Sonrisa come luogo di lavoro. Per loro un motivo in più per lottare e provare a risolvere in qualche modo la situazione, ma anche il motivo per il quale stanno ancora oggi portando avanti la struttura nonostante la sentenza della Corte di Cassazione (lavoro che può andare ancora avanti solo perché non è ancora giunta al Comune la notifica di sentenza, ndr).

Alla manifestazione non era presente la famiglia Polese, tuttavia c’erano alcuni parenti di Donna Imma che raggiunti dai microfoni di Fanpage hanno voluto chiarire alcune cose.

La famiglia Polese respinge le accuse di collusione con la camorra

imma polese allontanata da la sonrisa
Imma Polese con Gaetano uno dei lavoratori volti stori del Castello (Blueshouse.it)

Alla manifestazione dei lavoratori era, quindi, presente anche la stampa locale e non che ha accompagnato i lavorati lungo il percorso e raccogliendo anche le loro istanze. Non era presenta né Imma Polese né il marito Matteo, c’erano però alcuni famigliari dell’ereditiera che negli ultimi anni ha portato avanti il lavoro del Castello.

Proprio questi familiari hanno deciso di parlare con la stampa. In particolare si è rivolta ai microfoni di Fanpage.it la cugina di Imma Polese, Annapaola Greco che ci ha tenuto a sottolineare alcuni cose: “Proprio a Fanpage volevo dire alcune cose -ha esordito la donna-. Noi con la camorra non ci azzecchiamo niente. Non ci azzecchiamo proprio niente. Sono 40 anni che lavoriamo, noi siamo qui per testimoniare che La Sonrisa è un’azienda, un’industria, fa lavorare fioristi, fiorai, fornai. Di questo Fanpage non ne parla“.

Il riferimento era alla copertura mediatica assicurata dal giornale napoletano che ha, tra le altre cose, ricordato anche il collegamento del vecchio Boss delle Cerimonie Antonio Polese con gli affari di Raffaele Cutolo detto Il Professore, negli anni ’80.

“La Sonrisa è lo staff”

Da più parti, della famiglia Polese e non, si è voluto sottolineare in quella manifestazione come il successo de La Sonrisa in questi decenni sia stato garantito dai lavoratori che ora rischiano di perdere tutto. “La Sonrisa è lo staff, sono ragazzi che hanno cominciato a lavorare qua da ragazzini e adesso hanno famiglie“, ha sottolineato una delle manager della struttura.

Intanto l’incontro con la sindaca Abagnale ha lasciato qualche piccola speranza proprio per i lavoratori. Nulla da fare per i Polese che dovranno lasciare la direzione della struttura che quando entrerà in pieno possesso del Comune potrebbe continuare a funzionare: “sono al vaglio le ipotesi di abbattimento, rigenerazione urbana ad indirizzo sociale o l’opportunità di una gestione esterna con interesse pubblico“, ha fatto sapere la sindaca. Con questa ultima opzione, se attuabile realmente, si salveranno i posto di lavoro e il sostentamento di più di 300 famiglie del paese dei comuni limitrofi.

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