Alessandro Siani e la comicità: cosa è cambiato oggi e cosa ha deciso di fare l’attore ed il regista per il suo lavoro. Un abbondono importante
Alessandro Siani torna al cinema con il suo settimo film: “Succede nelle migliori famiglie” dal 1° gennaio in 400 sale con 01distribution. Al suo fianco sono protagonisti Cristiana Capotondi, Dino Abbrescia, Anna Galiena, Antonio Catania e Sergio Friscia per una produzione decisamente controcorrente rispetto agli ultimi lavori dell’attore e regista che ritorna, in un certo senso, agli albori.
Si tratta di un momento d’oro per Siani che si divide tra cinema e teatro. È lui che si occupa della regia del musical “Mare fuori” e sta anche lavorando al ritorno di “Fiesta” per festeggiare il ventennale dello storico spettacolo. Ammette però che i tempi non sono facili per il cinema e la comicità. Lui cosa fa? Ha dovuto cambiare tutto.
Siani torna al cinema ma lo fa controcorrente. Lo fa con una “commedia pura – dice – Al centro la famiglia, voglio riportare il pubblico in sala, in un Natale al cinema per la prima volta senza film natalizi”. L’attore ha raccontato al Corriere della Sera che questi non sono tempi facili per i comici e di aver deciso di mettere da parte le favole per spostarsi sul realismo. Ed ecco che l’attore ha scelto la comicità e la commedia per il suo ultimo lavoro.
Siani nel film interpreta Davide Di Rienzo un medico che fa il volontario alla Caritas e che nella sua vita è continuamente schiacciato dalla figura del padre, decisamente ingombrante. Un giorno la telefonata che cambia tutto: “papà è morto”. Davide così deve occuparsi della mamma e dei fratelli. Le avventure del comico si accompagno sullo schermo dalle note di Rocco Hunt con “La più bella delle canzoni” e di Pino Daniele con “Sambaccussì”.
“Fare commedia oggi è un po’ un azzardo, ce ne sono pochissime nelle sale. Non esiste più il classico film di Natale” ha raccontato a La Repubblica Alessandro Siani consapevole che i numeri del botteghino, Cortellesi a parte, non sono più quelli di una volta. L’attore precisa che negli ultimi 20 anni la comicità è cambiata per via del politicamente corretto. “Prima il comico era irriverente, poteva dire tutto quello che gli altri non potevano” dice, spiegando che, invece, oggi non è più così e che molti temi e battute devono essere evitate, una limitazione non da poco. Come superarla? Con “spontaneità e improvvisazione”.
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