Vasco Rossi scrive una lettera a Lavialibera, la rivista dell’associazione Libera, del gruppo Abele, e parla di felicità e di dolore.
Qualche giorno fa, il cantante Vasco Rossi ha deciso di scrivere una lettera a cuore aperto alla rivista “Lavialibera”, dell’associazione Libera del gruppo Abele. Il rocker ha parlato di felicità ma anche di dolore. Anzi, non c’è gioia senza dolore, poiché sono due condizioni indivisibili, che fanno parte della vita. Vasco ha parlato anche del suo “male di vivere”, che lo ha schiacciato nel corso della vita.
Una leggera depressione che viene e che va, che non ha mai nascosto, parlandone con tutti i fans, in tante interviste e dirette streaming. “Difficile dire cosa sia la felicità”, scrive, “è una parola grossa che identifica uno stato talmente alto che preferisco chiamarla gioia”. La gioia appare, dunque, come un sentimento più umano e raggiungibile.
La felicità è il punto più alto di un essere umano, ciò a cui tutti noi aneliamo, e che quasi nessuno raggiunge. “Tutti vorremmo essere felici, ma non è uno stato permanente”. Non si tratta di pessimismo, ma le parole di Vasco sono più che altro realistiche. La felicità si può sfiorare, magari per poco tempo, ma resta inafferrabile, impossibile da domare.
La felicità è una condizione temporanea, perché la vita è fatta di sofferenza e dolore. Vasco fa sua la filosofia di Schopenhauer, il quale asseriva che “la vita è un pendolo tra noia e dolore”, nel senso che la base è noiosa, piatta e sofferente, e che ogni tanto si manifestano dei momenti di gioia e di divertimento. La vita è fatta di momenti, “briciole di felicità”.
Vasco Rossi ammette che, in tutta la sua vita, è stato felice tante volte, ma solo per pochi istanti, ed è un po’ quello che capita a ogni essere umano. Quando si raggiunge un obiettivo tanto desiderato, allora si è felici, ma quanto dura il momento? Il saggio rocker sottolinea che “la chiave per essere felici è il presente”.
Vivere il presente, senza porsi troppe domande sul futuro. Occorre concentrarsi solo sul presente, scacciando via ogni pensiero, altrimenti, se si pensa troppo al futuro, non si vive bene. “Abbiamo più bisogno di amore che di felicità”, dice Vasco, e infine cerca di dare un consiglio ai giovani, scrivendo che “Quello che conta di più è la dignità: avere un lavoro, riuscire a conservarlo, e di vivere la vita con soddisfazione”.
A proposito di Vasco, da non perdere il documentario sulla sua vita, “Il Supervissuto”, distribuito su Netflix, davvero un ottimo prodotto.
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