Il motivo di quella canzone si pianta in testa e rimane ancorato al cervello per ore giorni e settimane. C’è un motivo tecnico e scientifico
“Sarà capitato anche a voi, di avere una musica in testa…” cantava, a squarciagola, la grandissima e amatissima Anna Maria Mazzini meglio nota come Mina nel lontano 1968. Era l’attacco della fortunata sigla di apertura di Canzonissima 1968, il tormentone Zum, Zum, Zum – la canzone che mi passa per la testa. Un brano scritto da Antonio Amurri e Bruno Canfora e interpretato appunto da Mina e da Sylvie Vartan.
Il brano entrò talmente tanto nell’immaginario popolare da diventare, oltre che la sigla dello spettacolo RAI del sabato sera, anche un film, un “musicarello” come venivano definiti al tempo gli instant-film. Film interpretato da Little Tony e Isabella Savona e diretto da Bruno Corbucci. Ancora oggi il verso, “la canzone che mi passa per la testa” risuona nelle radio e nelle televisioni. Peraltro, corroborato dalla canzone del 1985 del compianto Gigi Sabani “A me mi torna in mente una canzone”. Un omaggio diretto, quasi esplicito alla canzone di Mina.
E chissà quanti di noi, ogni giorno, canticchiano i versi immortali o semplicemente svegliandosi con la radiosveglia con una particolare canzone la ripetono in loop tutto il giorno. E il tema, la domanda, diventa sempre la stessa. Ma perché i versi di quella canzone mi restano in testa? Perché la canto a ripetizione anche se non mi fa impazzire, anche se non è la mia preferita? C’è un motivo in realtà, un motivo molto valido che è a metà tra il tecnico e lo scientifico. Scopriamolo insieme.
Il motivo tecnico, scientifico oseremmo dire, è che una canzone rimane bloccata, quasi infilzata, nella nostra testa è tutta legata alle prime due frasi della canzone. Se la prima frase della canzone, infatti, aumenta di tono rispetto all’introduzione, e la seconda frase, al tempo stesso, scende di un tono il nostro cervello registra, in gergo si dice scolpisce il dato e un meccanismo recondito della nostra mente la fa riemerge a ripetizione. Ovviamente chi fa musica, soprattutto i creatori di jingle pubblicitari, conosce alla perfezione questo meccanismo e tende ad usarlo costantemente. Soprattutto nei tormentoni estivi dove il meccanismo prima frase alta e seconda frase discesa di un tono è usata in modo estensivo. Fateci attenzione, provare per credere
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