Il miglior album jazz di Michael Bublé: contiene brani che hanno fatto la storia

Il miglior album jazz di Michael Bublé? È quello che racchiude una selezione di brani jazz e altri pezzi di noti artisti. È tutto da ascoltare ancora oggi

Miglior album jazz Michael Bublé
Michael Bublé nel corso di un suo concerto

Un nome una garanzia. Una voce dolce ma intensa, un artista con uno stile e un savoir faire d’altri tempi, di quelli che non esistono più e che nel corso delle vacanze natalizie, con i suoi brani riecheggia come una dolce coccola. Parliamo di Michael Bublé, l’artista canadese che ha segnato per un lungo periodo, in particolare dal 1996 agli anni Duemila, la scena musicale internazionale a suon di jazz, pop e swing.

Una carriera che anche per vicissitudini personali ha messo a tratti in stand-by ma che vanta 75 milioni di dischi venduti, 4 Grammy Awards e numerosi Juno Awards. Un vero e proprio crooner, un modo con il quale viene indicato chi canta in uno stile dolce ma anche attraverso l’uso di microfoni di qualità superiore in grando di ricreare un’atmosfera intima. Tra i 16 album pubblicati, di cui 12 in studio, sapete qual è il miglior album jazz di Michael Bublé? Oggi ve lo sveliamo.

Il miglior album jazz di Michael Bublé: i dettagli

Michael Bubblè
Michael Bubblè in studio di registrazione (Blueshouse.it)

È stato pubblicato l’11 febbraio 2003 dall’etichetta Reprise Records e rappresenta il terzo albumi in studio del cantante e si intitolo semplicemente “Michael Bubblé”. Un lavoro iconico che nell’olimpo del jazz rappresenta un vero diamante. In questo lavoro, infatti, il cantante canadese ha raccolto i brani di grandi standard della musica jazz con reinterpretazioni di grande classe che hanno fatto tornare a sognare gli amanti del genere.

Affianco Bublè vi ha inserito anche le cover di brani di artisti noti e tipicamente pop come i Queen, George Michael e Van Morrison. I brani scelti sono canzoni che hanno fatto la storia della musica e sono: “Fever” di Eddie Cooley e John Davenport; “Moondance” di Van Morrison che rappresenta uno dei brani simbolo del cantante canadese, con il quale si è fatto conoscere in tutto il mondo. E poi ancora troviamo “Kissing a Fool” di George Michael, “For Once in My Life” di Ron Miller e Orlando Murden, “How Can You Mend a Broken Heart” di Barry e Robin Gibb, “Summer Wind” di Heinz Meier, Johnny Mercer e Hans Bradtke, “You’ll Never Find Another Love like Mine” di Kenneth Gamble e Leon Huff.

E non è ancora finita

Dei 13 brani di cui si compone l’album compare anche “Crazy Little Thing Called Love” di Freddie Mercury, “Put Your Head on My Shoulder” di Paul Anka, “Sway” di Norman Gimbel e Pablo Beltran Ruiz, “The Way You Look Tonight” di Jerome Kern e Dorothy Fields, “Come Fly With Me”, di Sammy Cahn e James Van Heusen, che rappresenta un altro successone del celebre artista e per finire “That’s All” di Alan Brandt e Bob Haymes.

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