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Musica

I Marlene Kuntz festeggiano 30 anni di “Catartica”: il disco di debutto torna in una nuova edizione

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Andrea Cerasi

Ospiti di Radio DeeJay, i Marlene Kuntz festeggiano la nuova edizione di “Catartica”, l’album di debutto uscito 30 anni fa.

Marlene Kuntz sul palco (Blueshouse.it)

Era il 1994 quando i Marlene Kuntz esordivano con un album eccezionale che ha scolpito il rock italiano. In particolare, “Catartica” si imponeva come uno dei principali lavori del grunge italiano, esploso qualche anno dopo rispetto a quello americano originario di Seattle. Il debutto dei Marlene Kuntz è uno degli album alternative rock più belli degli anni ’90.

A 30 anni dalla sua pubblicazione, la band piemontese presenta la nuova edizione speciale (in uscita LP, CD, MC e Box set) ai microfoni di Radio DeeJay, ospite di Linus e di Nicola Savino. Il vocalist Cristiano Godano e il chitarrista Riccardo Tesio presentano il progetto, parlando anche di un nuovo tour e di un nuovo singolo.

30 anni di “Catartica”, il primo album dei Marlene Kuntz torna in una nuova edizione

La copertina dell’album Catartica (Blueshouse.it)

30 anni non sono pochi, ma quando un disco diventa iconico ed entra nell’immaginario collettivo, il tempo si ferma. Significa che un’opera non appartiene a un’epoca precisa, ma resta nel tempo, e che è sempre attuale. I suoni quelli degli anni ’90, potenzi, viscerali, rabbiosi, ma potrebbero appartenere tranquillamente alla nostra epoca. Succede così per i grandi album, per i capolavori.

E “Catartica” è certamente un capolavoro del rock italiano. L’album più duro nella carriera dei Marlene Kuntz, figlio del movimento grunge, ha avuto sin da subito un successo incredibile, tanto da lanciare nell’Olimpo del rock duro Godano e soci. Il prossimo venerdì 8 marzo, “Catartica” tornerà nei negozi di musica, in un’edizione speciale, non solo in vinile e CD, ma anche musicassetta (oggi tornata di moda) e Box set.

Per l’occasione, alla track-list sarà aggiunta una canzone inedita, “Fine della danza”, in uscita venerdì 1 marzo. Durante l’intervista in radio, Cristiano Godano ricorda che, nel 1994, aveva 28 anni, sottolineando che era quasi fuori tempo massimo per sfondare con la musica. E poi aggiunge che “L’inedito risale a 33 anni fa, ha un suono orrendo, ma è eccitante riascoltarlo”.

Il brano inedito aggiunto alla scaletta dell’album e il tour in programma

“Fine della danza”, infatti, non è stata ritoccata, tantomeno risuonata. La canzone è stata ripescata così com’era in origine e aggiunta all’album. È interessante ritrovare quei Marlene Kuntz lì, quelli dei primi anni ’90, quando la band era agguerrita, arrabbiata col mondo. “Catartica” nasceva appunto dal desiderio di spaccare tutto, di mangiarsi il palco.

Nell’intervista, i due musicisti ricordano il concorso Rock Targato Italia, il cui vincitore avrebbe preso parte a una raccolta prodotta da Gianni Maroccolo, bassista dei CSI. I Marlene non passarono le selezioni per accedere alla finale del concorso, tuttavia attirarono l’attenzione di Maroccolo, il quale propose loro di registrare un album a Torino.

Ma a Radio DeeJay Godano e Tesio ricordano il loro compagno di avventura Luca Bergia, batterista della band, morto lo scorso anno. “È sempre con noi, abbiamo condiviso gioie, dolori, soddisfazioni ed entusiasmo nella maniera più ineccepibile, all’insegna di un’amicizia che non è mai venuta meno”, ricorda Cristiano. Con la nuova edizione di “Catartica”, inizia anche un nuovo tour, per un totale di dieci date (dal 14 marzo al 27 aprile).

I concerti verteranno sui brani dei primi tre album del gruppo, “Catartica”, “Il vile” e “Ho ucciso paranoia”, per omaggiare il periodo grunge prima del cambio di stile con “Che cosa vedi”, uscito nel 2000. “Cerchiamo di rappresentare il periodo pre 2000, quando predominavano un approccio noise, gli intrecci delle chitarre che cercano dissonanze, le armonie astruse”.

Andrea Cerasi

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