Banjo e bluegrass: la storia di uno strumenti diventato iconico

Il banjo, il tamburo munito di manico indissolubilmente legato al blues e al jazz. Storia di uno strumento ormai icona di uno stile di vita.

banjo e bluesgrass strumento
Il banjo suonato da un musicita blues (Blueshouse.it)

 

Se proviamo ad immaginare la vita dell’entroterra americano, quello dei campi di grano lungo le rive del Mississippi dove il blues è nato, probabilmente apparirà nella nostra mente l’immagine di un uomo, con la camicia a quadrettoni, un cappello, la spiga di grano in bocca e un banjo.

E in effetti non sbaglieremmo, perché considerando soprattutto la parte musicale e quindi lo strumento, c’è da dire che il banjo nasce come strumento rurale e di accompagnamento. Il banjo ha una storia secolare, di almeno 200 anni, e mentre il Nord degli USA cresceva e di industrializzava conoscendo e facendo diffondere gli altri strumenti oltre che generi musicali, nel Sud conservatore animato dagli schiavi il blues si diffonde maggiormente e con esso resta indissolubilmente legato questo strumento.

Si dovranno aspettare gli anni 30 e 40 del Novecento e una serie di musicisti come i fratelli Monroe, grazie anche al grammofono e alle nuove tecniche di registrazione e diffusione, per avere una reale diffusione e conoscenza del banjo oltre quell’area geografica ben precisa.

L’evoluzione del blues attraverso il banjo, così è nato il bluegrass

banjo e tromba
Il banjo di accompagnamento alla tromba (Blueshouse.it)

 

Abbiamo anticipato prima che per il punto di svolta nell’evoluzione storica del banjo e del suo legame con il blues, e in parte anche con il jazz, si dovranno aspettare gli anni Quaranta e nello specifico il 1948, quando viene pubblicato How to Play the 5-string Banjo (come suonare un banjo a 5 corde, ndr).

Il testo è di Pete Seeger ed è un manuale importantissimo; primo perché è uno spaccato dell’America rurale e delle sue tradizioni, ma anche perché riporta le tecniche del banjo appunto e di quell’immagine di strumento di campagna con cui abbiamo aperto il discorso. Il testo ripercorre la storia di questo strumento, dallo stile più tradizionale fino al cosiddetto bluegrass banjo, stile appena nato proprio dall’unione con il blues e che poi farà la fortuna di questo strumento conosciuto anche dal grande pubblico.

Esponenti di spicco di questo movimento è la band Bluegrass Boys di Bill Monroe che però stanco di quelle sonorità e alla ricerca di qualcosa di diverso, cerca e trova in Earl Scruggs quello che cercava. Il musicista aveva sviluppato una tecnica innovativa con il banjo fatta di quei veloci arpeggi poi conosciuti come rolls ovvero rotolanti. Una vera e propria linfa vitale che non solo fecero la fortuna di Scruggs ma permisero al bluegrass di farsi conoscere ed apprezzare da un pubblico vastissimo.

Bill Keith e gli anni ’60

Altro punto di svolta nell’evoluzione di questo strumento e in particolare del bluegrass, si ha negli Sessanta con Bill Keith, banjonista che riesce a mettere insieme le diverse anime stilistiche che si erano sviluppate nei decenni precedenti. Da una parte Scruggs, quindi, ma anche quella di Don Reno un po’ più classico e sicuramente meno fortuna del primo. Il melodic style di Keith sfrutta unisce alla tecnica di Scruggs il fatto che nel banjo ogni nota può essere suonata nei diversi punti della tastiera.

Per i non appassionati questo può essere un nome sconosciuto eppure parliamo di una pietra miliare di questo genere, e uno dei suoi brani più famosi ha fatto crescere decine e decine di generazioni; è suo infatti Sailor’s Hornpipe ovvero il theme song di apertura di Popeye o, come lo conosciamo noi, Braccio di ferro.

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