Silvia Toffanin bacchettata da Bianca Berlinguer: in studio la giornalista prende la parola e la corregge. I simboli, per lei, sono importanti
Bianca Berlinguer è uno dei nuovi volti di Mediaset. La giornalista, storico volto della Rai, è passata alla concorrenza inaugurando una nuova stagione televisiva negli studi della tv commerciale con “È Sempre Cartabianca”, il suo storico programma che ha cambiato casa e ambientazione ma non contenuti, senza perdere il favore del pubblico. Il martedì sera di Rai 3 è rimasto così vacante ed è toccato a Nunzia De Girolamo con “Avanti Popolo” riempirlo.
E così dopo alcuni mesi di “rodaggio” la Berlinguer domenica 10 dicembre è stata ospite del salotto di Silvia Toffanin. Tanti i temi trattati, dal non essere diventata mamma alla decisione di lasciare la Rai. Nel colloquio però la giornalista ha bacchettato e corretto la padrona di casa. Vediamo perché.
Mette i puntini sulle i Bianca Berlinguer di fronte a Silvia Toffanin, senza se e senza ma. La conduttrice di “È Sempre Cartabianca”, con i suoi modi gentili e garbati, ha infatti bacchettato la padrona di casa correggendola su un termine che la conduttrice ha usato ma che non le è piaciuto affatto. Parlando della sua carriera nel mondo del giornalismo, infatti, la Toffanin ha chiesto alla Berlinguer come sia stato diventare “direttore” del Tg3.
Berlinguer ha risposto ma facendo subito una precisazione: “Direttrice, ci tengo a usare il femminile, perché io penso che la declinazione al femminile sia importante – ha sottolineato la giornalista – È un simbolo e i cambiamenti si fanno anche utilizzando i simboli”. Una puntualizzazione dovuta per la Berlinguer che ha raccontato come l’esperienza dirigenziale è stata molto bella anche se impegnativa e le ha permesso di rendersi conto come per una donna sia ancora molto difficile assumere un posto di “comando”, difficile per gli uomini accettare questa cosa, ma anche per le altre donne, che guadagnano ancora meno rispetto allo stesso ruolo occupato da un uomo.
A “Verissimo” Bianca Berlinguer ha spiegato anche il perché del cambio aziendale avvenuto dopo tanti anni. Lasciare la tv di Stato non è stato facile, ha ammesso, “è stata una decisione sofferta, pensata, – ha detto – che mi ha procurato tante notti insonni” ha detto sottolineando di non averla presa a “cuor leggero. Il motivo? L’essersi sentita molte volte, negli anni, sola, avendo la sensazione che l’azienda non avesse intenzione di investire nella sua trasmissione anche se, precisa, non ha mai avvertito la volontà di volerla chiudere.
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