Neri Marcorè, il suo giudizio sulla tv di oggi è lapidario: “Ecco cosa non dovrebbero trasmettere”

Neri Marcorè parla della tv di oggi e del “meccanismo” che vi sta alla base. Stroncata drastica a quello che accade sulle piccole schermo 

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L’attore Neri Marcorè (Blueshouse.it)

Dopo i fatti degli ultimi giorni che hanno portato al centro del dibattimento le messe in onda “indirizzate” dalla Rai e dal governo Meloni, tra polemiche, comunicati, risposte e smentite, sembra risuonare in maniera ancora più forte il pensiero sulla tv e la politica di uno dei personaggi più amati del nostro spettacolo.

Parliamo di Neri Marcorè che vedremo, tra l’altro, nella prossima stagione, per la prima volta nell’interpretazione di un musical, nei teatri di tutta Italia nei panni del detective più celebre di tutti i tempi, in “Sherlock Holmes: Il Musical”. Vediamo come l’attore si è espresso su questo delicato argomento.

Neri Marcorè e la tv di oggi: l’attore non risparmia nessuno

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Neri Marcorè ai microfoni di BSMT (Blueshouse.it)

Nel corso di una recente intervista rilasciata a Bsmt, Neri Marcorè che è tra gli artisti che hanno portato in tribunale Netflix per la questione dei compensi equi non riconosciuti dalla piattaforma, ha parlato del suo lavoro e del ruolo della tv al giorno d’oggi. Una questione non solo interessante ma anche molto attuale quella che ha sollevato l’attore.

“La politica c’è sempre stata però una volta c’era anche il manuale Cencelli, no? Ogni partito aveva il suo spazio e poi c’era il rispetto della competenza: chi era competente, anche se la pensava diversamente da te, tu lo lasciavi lì e lo rispettavi” ha spiegato l’attore sottolineando come da qualche tempo non funziona più così e le dinamiche che si celano dietro le scelte legate al piccolo schermo siano cambiate. “Adesso in televisione ci devi mettere i tuoi – ha tuonato in modo garbato ma pungente l’attore – devi togliere anche chi è competente e ha fatto bene prima di te”.

Qual è il meccanismo di base della tv di oggi

 

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Per Neri Marcorè, oggi, la televisione è diventata un gioco di cui impossessarsi e di mettere la propria bandierina e questo purtroppo non fa bene perché a fronte di tante persone brave e competenti ti trovi quello che è stato messo lì a forza e che magari non ha esperienza e non può fare né l’autore, né il dirigente o altro”. Questo “meccanismo” ha spiegato Marcorè ha sicuramente tolto qualità alla tv di oggi con le dovute, eccezioni, ovviamente.

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