E se il copione di uno dei programmi dedicati alla cucina più noti fosse già scritto? Un concorrente ha smascherato 4 ristoranti.
Se c’è qualcosa di cui possiamo essere certi, oltre alle tasse e alla morte, è che negli ultimi anni i programmi televisivi dedicati alla cucina sono aumentati a dismisura. E non solo le trasmissioni televisive, anche i contenuti sui social, i video tutorial di ricette più o meno complicate e la fama che gira attorno alle figure degli chef e dei ristoranti stellati.
In Italia, insomma, il vasto mondo della ristorazione suscita un grande interesse, complice una radicata cultura culinaria che è divenuta parte integrante dell’identità nazionale e anche il bombardamento mediatico a cui siamo esposti quotidianamente. Programmi quali Masterchef Italia o Bake Off Italia contano milioni di spettatori al seguito.
Ma ci sono anche trasmissioni dal taglio un po’ differente, dedicate non ai concorrenti che desiderano sfondare nel mondo della ristorazione, ma a chi di quel mondo fa già parte. 4 ristoranti di Alessandro Borghese è forse l’esempio più noto di questo tipo di trasmissioni. Il concept è semplice: Alessandro Borghese e 4 ristoratori si ritrovano a pranzo o a cena nei vari locali gestiti dai concorrenti.
Al termine dell’esperienza i concorrenti danno un voto alla location, al menù, al servizio, al conto da pagare e infine si decreta un vincitore, al quale va un premio di 5mila euro da reinvestire nella propria attività. Negli anni 4 ristoranti ha acquisito un seguito sempre maggiore, tanto che anche durante il periodo natalizio appena trascorso il programma ha ottenuto numerose visualizzazioni.
Eppure un’informazione da poco condivisa da uno degli ex concorrenti potrebbe farci rivedere le cose. E se il copione di 4 ristoranti fosse già scritto e prestabilito? A parlare è stato Giorgio Caruso, vincitore del premio da 5mila euro per la sua pizzeria gourmet Lievità, a Milano. Caruso non ha fatto segreto del fatto che ci sia un copione da seguire, ma ha anche tenuto a specificare che il tutto si gioca nell’estrema professionalità.
I ristoratori non sanno cosa ordineranno gli altri dal menù e non sono a conoscenza del giudizio finale degli altri concorrenti. Insomma, il copione serve principalmente per avere una linea guida (d’altronde è di un programma televisivo che si sta parlando), ma a farla da padrona, alla fine, è l’improvvisazione di tutti.
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