Dal palco scenico alla cattedra universitaria: Ivano Fossati ha detto addio alla musica dal vivo nel 2012 e oggi la insegna a Genova.
Ivano Fossati è sicuramente uno tra gli artisti musicali più influenti del nostro Paese: la sua carriera è stata costellata di successi, sia come cantautore che come polistrumentista, ma anche come produttore musicale e come scrittore. Nel corso di oltre 40 anni di carriera, interrotta volontariamente a partire dal 2012, Ivano Fossati ha esplorato numerosi generi musicali.
Alcuni suoi brani sono diventati dei veri e propri simboli del cantautorato del Bel Paese, pensiamo ad esempio a La mia banda suona il rock, oppure a Jesahel o a La costruzione di un amore. Già prendendo in considerazione questi tre titoli si può notare l’enorme versatilità di questo autore. Il quale, però, a un certo punto ha deciso di dire addio alla carriera musicale.
Ma allora cosa fa oggi Ivano Fossati? Ebbene, è diventato un professore universitario all’ateneo di Genova, con un corso che punta a scandagliare il genere pop e le sue molteplici sfaccettature. Il corso è dedicato a pochi studenti (circa 20) provenienti da vari dipartimenti. Partendo dalla volontà di abbattere alcuni dei pregiudizi culturali che abbiamo nei confronti di questo genere musicale, Fossati vuole provare come il pop possa invece essere voce di cambiamenti epocali.
D’altra parte, afferma Fossati, siamo di fronte a un cambiamento radicale dei modi di fare musica: “Insegnerò cultura musicale. La musica è cambiata, la svolta è epocale“. E in effetti se proviamo a contrapporre il cantautorato degli anni ’60 e ’70 con la musica odierna, non è difficile evidenziare tendenze culturali contrapposte tra loro.
L’impegno socio-politico del cantautorato è oggi sostituito da una tendenza all’individualismo. Nei brani si parla di sé e delle piccole – grandi cose che avvengono nella vita quotidiana, oppure nella propria testa o nella propria psiche. In questo senso due autori che si trovano a metà tra il cantautorato e il pop come sono Colapesce e Dimartino, sono stati chiari nell’analizzare la situazione: basta leggere il testo del loro brano Musica Leggerissima:
“Rimane in sottofondoDentro ai supermercatiLa cantano i soldatiI figli alcolizzatiI preti progressistiLa senti nei quartieri assolatiChe rimbomba leggeraSi annida nei pensieri, in palestraTiene in piedi una festa anche di merdaRipensi alla tua vitaAlle cose che hai lasciatoCadere nello spazioDella tua indifferenza animale“.
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