In un’intervista, a cuore aperto, l’artista romana rivela i motivi delle sue scelte, tutto quello che c’è da sapere sul corpo di Elodie
Elodie Di Patrizi, in arte Elodie, 34 anni lo scorso 3 maggio, è una delle regine della pop, urban music italiana. Un trono che condivide con Annalisa Nali. Le due artiste italiane, con Annalisa più orientata al tratto autoriale, negli ultimi tre anni hanno letteralmente colonizzato la vetta della classifica infilando un successo dietro l’altro. Alternando un successo dietro l’altro. Alternando, peraltro, prese di posizioni pubbliche e sociali in modo assolutamente innovativo rispetto al recente panorama artistico musicale italiano. Un dato per tutti. La scorsa estate Elodie ed Annalisa si sono alternate nel ruolo di madrina del Pride di Roma dando plasticamente la sensazione di due artiste importanti.
Due donne che sanno andare oltre la semplice performance artistica. Un tratto che le distingue e che le fa apprezzare (e avversare in alcuni casi) in modo netto e costante. Una “diarchia” che sta facendo benissimo alla musica italiana, quanto meno al genere specifico. E i numeri stanno lì a testimoniarlo. Dischi di platino su dischi di platino, sold out nelle tournee fino al giugno del 2025 e concerti in luoghi di grande richiamo. Luoghi, come lo Stadio di Napoli ad esempio, fino ad oggi appannaggio solo delle grandi artiste non italiane.
Tutti fattori che Elodie ha affrontato in una recentissima intervista a cuore aperto rilasciata al popolare settimanale Vanity Fair. Un’intervista che, oltre a valere la copertina della rivista, ha permesso all’artista di Roma di chiarire il suo punto di vista ed alcuni concetti che spesso infiammano il dibattito social.
Ma non potrebbe essere altrimenti visto che Elodie, dall’alto dei suoi 3.5 milioni di follower, solo su Instagram, è costantemente al centro dell’attenzione. E come, accennato, anche di qualche contradditorio
In particolare, Elodie, si è soffermato sull’utilizzo del proprio corpo nelle performance artistiche. Scelta che le ha attirato ampio consenso ma anche commenti aggressivi. E su questo è stata molto netta è chiara. Il suo modello di riferimento è Raffalla Carrà, e la scelta a inizio Anni Settanta di esporsi, anche a costo di critiche, ma cambiando il sentimento generale.
“Devo essere libera di fare quello che voglio. Poi se gli altri non capiscono non è un mio problema”. Parole nette, parole chiare, parole non banali che sicuramente faranno discutere ma che Elodie, come sempre chiare e diretta, ha tutta l’intenzione di confermare nella pratica
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