Lucio Dalla vanta un repertorio vastissimo e oltre i suoi grandi successi ci sono brani minori che vale la pena conoscere perché sono delle vere poesie
È stato senza dubbio uno dei grandi della musica italiana, un canzoniere senza tempo che è stato strappato prematuramente dalla vita. Sono passati ormai 14 anni dalla morte di Lucio Dalla ma il suo timbro, il suo sound e la sua voce restano indelebili nella mente e nelle orecchie di chi lo ha sempre amato.
Il cantautore bolognese con la passione per il jazz ci ha lasciato una grande eredità, un patrimonio di musica e parole imparagonabile, un genio ed un artista fuori dal comune che con il suo sguardo buffo, gli occhialini ed il suo cappello è da sempre e per sempre inconfondibile. Ma sapete che oltre i suoi grandi successi, quelli più acclarati e conosciuti, ci sono tante canzoni minori stupende che in pochi conoscono? Oggi ve ne sveliamo 5 da ascoltare e ammirare, con le orecchie ed il cuore.
“Caruso”, “Piazza Grande”, “4 marzo 1943”, solo per nominarne alcune, sono tra i brani più amati di Lucio Dalla ma quelli minori, che di piccolo hanno solo il successo non arrivato come per quelli nominati, sono un condensato di emozioni, qualità, vigore che è davvero un peccato non conoscere.
Tra questi spicca sicuramente “Quale Allegria” del 1977 scritta originariamente per Ornella Vanoni. È una canzone che è stata ispirata dalla perdita della mamma, avvenuta l’anno prima, nella quale Dalla canta un’allegria che altro non è che una riflessione malinconica sulla vita e sulla sua brevità.
Una vera e propria poesia è “L’ultima luna” del 1979 che ci racconta un percorso a tappe che parte appunto dalla settima luna per arrivare alla prima, una metafora che permette al cantautore di descrivere tutti i sentimenti che attraversano l’anima: dalla bellezza dell’amore all’inquietudine fino alla speranza che si ripone in un bambino che rappresenta il futuro.
Ancora i sentimenti, quelli che si provano quando una breve storia d’amore finisce, sono i protagonisti del brano “Mambo” del 1980. Dalla canta di un uomo abbandonato che prova rabbia e nello stesso tempo nostalgia pensando a quello che sarebbe potuto essere con quella donna che lo ha lasciato.
“Soli io e te” è un brano del 1985 che riporta al centro, di nuovo, i sentimenti. Sono due persone sole i protagonisti di questa canzone, che in un locale, tra la confusione della gente, iniziano a parlare accorgendosi di vivere quasi per inerzia e per questo si domandano se c’è ancora tempo e spazio per cambiare le cose.
È del 1990 “Le rondini” la canzone che è stata letta proprio nel corso delle esequie del noto cantante dal suo compagno di una vita, Marco Alemanno. È un brano che racconta di una rondine che si infila tra gli uomini e nel loro mondo per guardarli da vicino suscitando in lei un grande stupore.
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