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Musica

Cos’è l’orecchio assoluto e come sfruttare questa grande capacità

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Aurora De Santis

Hai mai sentito parlare di “orecchio assoluto”? Scopriamo insieme di cosa si tratta e come utilizzare un dono così grande.

Cos’è l’orecchio assoluto? – Blueshouse.it

L’orecchio assoluto è una capacità incredibile che in pochi hanno. Si tratta di un’attitudine musicale per la quale chi la possiede riesce istintivamente ad identificare la nota associata ad un suono. È una capacità molto rara, si stima che solo una persona su diecimila abbia questo dono. Ma come mai ce l’hanno in pochi? È una dote che si può acquisire? Scopriamolo insieme.

Orecchio assoluto: tutto quello che c’è da sapere

Bambina che segue una lezione di pianoforte – Blueshouse.it

L’orecchio assoluto è la capacità di riconoscere con precisione ed istantaneamente la nota di qualsiasi suono, senza confrontarlo con un riferimento, la persona sente, per esempio, il suono di un campanello e sa a quale nota corrisponde. Le persone dotate di questa capacità, che costituiscono circa l’1% della popolazione, non hanno bisogno di diapason o accordatori elettronici per identificare quando un suono corrisponde da un La, la nota di accordatura convenzionalmente usata nelle orchestre.

Non si sa ancora a cosa è dovuto l’orecchio assoluto. Tra le ipotesi c’è la possibilità che possa derivare da fattori ereditari o da influenze ambientali durante uno lo sviluppo, forse intorno ai primi otto anni di vita. Alcune ricerche suggeriscono che la lingua madre possa influenzare la probabilità di sviluppare l’orecchio assoluto, con lingue più “musicali” (come il mandarino) che potrebbero favorire questa capacità.

Nonostante la sua rarità, l’orecchio assoluto non conferisce automaticamente una maggiore abilità musicale. Alcuni studi suggeriscono che, sebbene sia un’abilità innata, se non coltivata e migliorata in modo adeguato non serve a nulla. Infatti, ci sono persone che hanno l’orecchio assoluto ma anche non lavorano in ambito musicale, ciononostante sanno distinguere subito la nota di un suono quando la sentono. Ci sono molti musicisti e compositori che pur non avendo l’orecchio assoluto hanno creato dei capolavori. Ci sono e ci sono stati anche musicisti il cui orecchio assoluto ha agevolato il lavoro, come Mozart ad esempio.

C’è però una grande differenza con l’orecchio relativo, capacità più comune e che implica la capacità di distinguere l’altezza di due o più note o riconoscere gli intervalli sulla scala musicale. L’orecchio relativo può essere sviluppato, a differenza dell’orecchio assoluto.

Aurora De Santis

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